Prima di partire per il Perù mio papà mi ha chiesto: perché tornare in un posto in cui sei già stata?
Io non so come spiegargli che ho imparato che ogni momento nella vita è unico e irripetibile. Da quando ho iniziato a viaggiare con Amanda e il cammino di Sophia ogni attimo di vita sembra che valga per l’esistenza intera.
Se non ora, quando?
Ho imparato che se aspetto di viaggiare l’anno dopo, cambia il gruppo, cambiano le circostanze, cambiano i momenti unici di un giorno di neve o di sole. Così è la vita intera.
Un gruppo di 7 persone e le domande che danno il via a tutto: perché sei qui? Cosa porti al gruppo? Cos’è per te il cammino spirituale?
Ognuno di noi con storie, cammini, idee diverse, ma negli stessi passi, nelle stesse lacrime e sorrisi, riusciamo a sanare parti di noi profonde, a guardare il buio per riempirlo di luce.


Per me è questo il cammino cosiddetto spirituale. Per questo scelgo di camminare per giorni la montagna durante una tempesta di neve, dormire in capanne improvvisate, adeguarsi e accogliere tutto ciò che avviene, chiedere permessi alle pietre, agli alberi, donare al luogo il proprio aliento, il proprio sudore, il proprio sacrificio. Il cammino è credere nei miracoli, nelle coincidenze, il miracolo è proprio nel dire sì a vivere ora, in questo momento, ogni giorno della vita come se fosse il primo e anche come se fosse l’ultimo. Stupirmi dell’ intensità di un sorriso, di un tramonto, di una montagna innevata e credere fermamente che questa immagine che guardo, che respiro, sia essa stessa la ragione per cui io esisto.
Vivere con fede cieca in un universo che provvede a ogni esperienza di cui la tua coscienza ha bisogno, ti libera da ogni illusorio bisogno di controllo e quindi da ogni retropensiero.
Oggi a casa mi guardo intorno e ringrazio per tutto ciò che ho, ripenso ai bambini della montagna scalzi nella neve, con ciabatte improvvisate dai pneumatici delle macchine. Ripenso alla loro felicità nel vedere noi così diversi, e a ricevere i colori come se fossero dei diamanti preziosi. Ripenso ai cavalli lungo il cammino che scivolavano sotto le borse o sotto gli umani stanchi di camminare.
Ripenso alle persone che hanno cucinato per noi nei campi, in capanne, in fuochi improvvisati, con amore e abbondanza.
Ripenso a tutte le offerte alla madre terra, ai permessi, alle richieste, perché comprendo ora che solo lei ci tiene in vita, con il suo amore instancabile.


Il Perù mi ha trasformata, mi sento al servizio del pianeta, mi sento piccola come un minuscolo moscerino e sento che seguire questo cammino di risveglio, di gratitudine, di doni alla terra in cui camminiamo e in cui respiriamo è l’unica via possibile per potermi proclamare viva.
Mai smetterò di ringraziare il destino che mi ha portata in primo luogo a trovare una donna come Amanda e mai smetterò di ringraziare me per avere il coraggio di seguirla sempre, e lei per permettere a me di imparare al suo fianco.








