Bali è quel luogo dove la prima cosa che ricevi è una bottiglietta di acqua insieme ad un fiore su un vassoio, accompagnato da un odore di incenso portato da una donna sorridente.
Bali è il luogo dove curi l’anima attraverso i gesti che evidenziano il corpo e ti ricordano del tuo tempio. In mezzo al traffico congestionato delle uniche due vie principali puoi comunque sempre scegliere qualche sperduta stradina laterale che apre a una foresta magnifica.
L’acqua scorre ovunque, dal cielo alla terra, in verticale, in orizzontale, si mescola tra il sale dell’oceano e le cascate dolci in un tutto che scorre in un tempo lento e preciso.
Cercavo un luogo di atterraggio morbido e come tra le risaie riaprire i simmetrici e continui sistemi di irrigazione del mio essere. Laghi tra crateri di vulcani e coste calme o arrabbiate di onde nere che sbattono sul bagnasciuga, cascate potenti, fiumi sotterranei.
L’acqua qui straborda gloriosa le emozioni affiorano. Ti ritrovi a piangere di un sale che scioglie antichi blocchi.
Camminando tra cestini di fiori di loto che galleggiano placidi nelle pozze più dimenticate. Il fuoco e la lava nera sono ammorbiditi da una lussureggiante, gonfia e magnifica esplosione di natura verde.
Gli occhi si appoggiano dove il cuore comanda, così ti ritrovi a guardare esattamente dov’era necessario.
Ogni cosa cura: il cibo, gli uccelli e le donne.
Grazie isola di tutti gli elementi, grazie e benvenuta morbidezza, grazie a tutte le donne che si sono prese cura di me.








